venerdì 29 maggio 2009

Comitato ascoltato dalla terza Commissione permanente



di Marcella, Fabrizio, Franco

Giovedì 29 maggio siamo stati ascoltati per 45 minuti dalla Comissione del Consiglio pronviciale e abbiamo esposto le nostre ragioni in maniera tecnica, chiara e comprensibile sulla parte parte etico-finanziaria, sulla questione della "trasparenza" e dell'impatto ambientale.

Il presidente della Commissione Roberto Bombarda ci ha garantito che la questione sarà portata in Consiglio Provinciale entro i prossimi sei mesi.

A fine seduta il consigliere Nardelli ci ha proposto un incontro per mercoledì 3 giugno alle 18.30 presso i gruppi consigliari per chiarire con lui alcuni dettagli sul progetto

Cronaca dell'incontro tratta dal sito
del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento


Procedendo con ordine, per la questione della cittadella militare sono intervenuti i signori Fraco Tessadri, Fabrizio Demattè e Marcella Conchi, in rappresentanza dei firmatari della petizione. I signori, animatori anche del "Comitato spontaneo di cittadini in opposizione al progetto Nuove caserme di Mattarello", hanno espresso le numerose perplessità e le forti obiezioni alla realizzazione di un progetto che "ha numerosi punti oscuri e che non trova nessuna giustificazione logica". Le obiezioni partono dall'impatto ambientale: durante i lavori -programmati in almeno 5 anni- continuerà il consistente sollevamento di polveri risultante dal movimento dei materiali, l'inquinamento atmosferico ed acustico causato dall'utilizzo dei mezzi, per non parlare dell'impatto finale dell'opera che prevede una regimazione delle acque completamente modificata per poter mettere in sicurezza una zona di naturale esondazione dell'Adige. Accanto a quelle ambientali andrebbero fatte delle riflessioni sulle ragioni economiche che impongono alla Pat un notevole onere finanziario: si pensi che il costo generale dell'opera è aumentato in 5 anni del 300%. A tutto questo va aggiunta la questione "etica" legata ad una "strana e sospetta militarizzazione del comune". "Ogni grande progetto" hanno osservato i firmatari "richiede una valutazione che va aldilà degli impatti economico ed ambientale. Tuttavia ci si chiede con che coerenza il Trentino, notoriamente impegnato in opere di pace e convivenza, stia dando vita ad un progetto che si inserisce in un meccanismo di guerra e difesa".

I consiglieri provinciali hanno seguito molto attentamente gli interventi degli auditi ed hanno espresso in varia misura i propri commenti. Naturalmente la petizione seguirà l'iter istituzionale ed entro sei mesi circa dovrà essere completato l'esame con tutte le operazioni di verifica del caso. Saranno sentiti nello specifico il comune di Trento, proprio nella persona del sindaco Alessandro Andreatta che in quanto assessore all'urbanistica uscente dovrebbe conoscere particolarmente bene la materia. L'iter della petizione, nella parte istruttoria, dovrebbe essere completato entro il mese di novembre.

0 commenti: