giovedì 22 maggio 2008
«Provincia e Comune ascoltino»
Ma per il 2 giugno, Festa della Repubblica, ieri Stefano Bleggi ha proposto una manifestazione di piazza. «Oramai la festa della Repubblica si è trasformata nella festa dell'orgoglio militare», ha affermato Bleggi.
Una proposta non condivisa da tutte le anime del comitato. Non a caso il portavoce, Franco Tessadri (a destra nella foto con Zanotelli e Bleggi), ha affermato: «Vedremo di fare prima un percorso insieme». Costituito poco prima della «passeggiata» tra i meli di San Vincenzo il comitato si ritrova in modo informale ogni quindici giorni.
L'istanza da proporre al sindaco è nata da uno di questi incontri: «Perché il problema Caserme non è solo uno scambio di terreni, come hanno finora voluto far credere», spiega Fabrizio Dematté, membro del Consiglio pastorale di Mattarello.
«È l'uso dei terreni che cambia, finanziato al 100% dalla Provincia. Ma quanto è etico esporre bandiere della pace e poi pagare per costruire strutture militari invece che strutture civili?». Per Dematté le scelte politiche di Provincia e Comune, finora impermeabili alla questione etica, non sono state coerenti.
Il 3 giugno, il «day-after» della festa della Repubblica, al teatro parrocchiale di Mattarello don Albino Bizzotto, presidente dei «Beati costruttori di pace» parlerà di Res-publica. «Più che coinvolgere centri sociali - conclude Dematté - il nostro obiettivo è coinvolgere vasti strati di popolazione. Parleremo con tutti, andremo a messa, faremo sentire la nostra voce, a tutela del futuro».
dal quotidiano 'L'Adige' 22 maggio '08
'Le caserme sono un problema' dice Zanotelli

«Le caserme sono un problema. Anzi il problema, uno degli aspetti fondamentali di quello che a Napoli chiamano o' sistema». Intervenuto ieri alla presentazione dell'istanza che il Comitato «Caserme a Mattarello? No grazie» intende presentare al sindaco Alberto Pacher, per chiedere il blocco della costruzione delle caserme in località San Vincenzo a Mattarello e l'apertura di un tavolo di confronto all'insegna della trasparenza e dignità dei cittadini, padre Alex Zanotelli, in convalescenza dalla sorella dopo il recente intervento chirurgico a cui è stato sottoposto ma che freme per tornare a Napoli, ha spiegato quanto scotti il problema militare in Italia e nel mondo, a cui è legato anche il «pacchetto sicurezza» di Maroni.
Zanotelli attacca: «Sono le società benestanti a chiedere sicurezza. La sicurezza di mantenere il proprio stile di vita a tutti i costi, anche con la guerra, se necessario». Per padre Zanotelli criminale non è il clandestino, ma il sistema che obbliga le persone a fuggire all'estero per cercare lavoro. Per Zanotelli la militarizzazione non ha colore politico: «Con il governo Prodi le spese militari sono cresciute del 20%. Negli ultimi anni la militarizzazione del territorio in Italia è esplosa, soprattutto al sud».
Il rischio è quello di finire dritti verso una guerra nucleare. Perché? «La logica militare impone la costruzione di un nemico, oggi identificato nel musulmano. Il pericolo, questo Papa non se ne accorge, è che il mondo islamico veda in questa logica la guerra del mondo cristiano contro l'Islam». La questione caserme a Trento si riuscirà a porre solo con un vasto movimento d'opinione.
«Bisogna creare una vasta base popolare, perché i politici guardano i voti. E poi coinvolgere i preti delle diocesi di Trento, convincerli a uscir fuori con un documento dove si dichiarano a favore della pace». Il 2 giugno a Napoli Zanotelli tenterà di creare una rete tra tutti i comitati che in Italia lottano contro le basi militari.
L'ultimo riferimento Zanotelli lo indirizza al tunnel dell'alta capacità. «In tutto il percorso Mattarello è uno dei pochi punti dove la ferrovia esce allo scoperto. È solo una coincidenza?». Oltre al rischio cementificazione del territorio il progetto della Tav significa anche enormi sprechi di risorse: «Saranno 1.320 litri di acqua al secondo, un fiume di acqua, che verranno persi quando inizierà il traforo della montagna. Stiamo buttando via le nostre risorse più preziose, l'acqua, i ghiacciai, il territorio».
Un'ultima frecciatina Zanotelli l'ha rivolta alle ronde leghiste a Trento: «Ma cosa volete le ronde a Trento che dopo le otto di sera non si incontra più nessuno nemmeno per chiedergli l'ora...».
E l'ostilità alla moschea a Gardolo per padre Alex è solo l'ennesima dimostrazione del successo della propaganda nella costruzione del nemico: «È uno scontro che va avanti da 15 secoli, ma invece di farci la guerra dovremo cercare alleanze, come aveva capito bene Giulio Andreotti, con tutta la politica filoaraba che ha fatto». Già l'altro giorno a Bolzano il missionario trentino aveva usato parole impegnative per descrivere il clima molto difficile che si è venuto a creare dopo l'acquisto di un immobile a Gardolo da parte della comunità islamica: «Quello che vedo mi amareggia molto - aveva commentato Zanotelli - È un diritto fondamentale per i fedeli di qualsiasi religione quello di avere un luogo di culto. È molto pericoloso soffiare sul fuoco della diffidenza. Se l'Islam diventa il nemico, allora è finita».
di Irene Viola - dal quotidiano 'L'Adige' - 21 maggio '08
martedì 20 maggio 2008
Istanza su trasparenza e proposta di Tavolo di confronto
La rincorsa a presentare con grande enfasi le strutture ricreative a margine della caserma sembra fumo negli occhi per non far apparire il progetto per la sua reale natura. La tendenza a considerare fastidiosi gli interventi di richiesta informazioni ci legittima a pensare che ci siano cose da nascondere.
Il comitato "Caserme di Mattarello? No grazie!" con una
serie di iniziative culturali intende riportare l'attenzione sui valori che hanno portato alla scelta politica di caserma da 1600 militari a Mattarello.
Il Comitato locale intende, con la scelta nitida della nonviolenza, utilizzare tutti i sistemi democratici possibili per mobilitare le coscienze e chiedere conto ai politici qui votati delle loro scelte.
Il comitato ha il sospetto che Provincia e Comune di Trento abbiano approfittato del torpore della società civile per portare avanti indisturbati un progetto che non è volto al bene comune.
Il Consiglio circoscrizionale è risultato permeabile a qualsiasi decisione presa dall'alto e reso privo di identità locale esso stesso dichiara di non poter imporre nel proprio territorio nemmeno un senso unico stradale.
Incapacitato a trovare ascolto reale ed attivo nelle istituzioni il comitato si sta rivolgendo ai cittadini in una azione di sensibilizzazione al fine di risvegliare le coscienze assopite.
Il comitato chiede coerenza a tutti i cittadini che hanno esposto le bandiere della pace invitandoli a scelte di pace anche nel proprio territorio, invitandoli ad una firma dell'istanza al Sindaco.
L'istanza per la richiesta di maggior trasparenza è il primo passo formale al quale si chiede l'adesione della cittadinanza ...
è possibile scaricare il file e raccogliere firme fino al 20 giugno.
3 giugno, visioni sul riarmo all'italiana

Invito per martedì 3 giugno - ore 20.30
presso il teatro parrocchiale di Mattarello...
RES-PUBLICA, RES-MILITARICA, RES-PACIFICA
Tutti i nostri soldi spesi per le “cose” militari, sono davvero spesi per il bene pubblico?
Don Albino Bizzotto
presidente di “Beati costruttori di Pace”,
uno sguardo nazionale ed internazionale sulla corsa alle armi e sulle distorsioni dei valori che motivano queste scelte.
Promuove il Comitato locale:
‘Caserme di Mattarello! No grazie!’
Film 'Redacted' ... giovedì 29 maggio
presso il teatro parrocchiale di Mattarello
con la proiezione di 'Redacted'
Film di Brian De Palma
il regista dice: “Spero che le immagini che mostro nel film facciano arrabbiare il pubblico americano e portino i politici a cambiare idea sulla guerra in Iraq." Film particolarmente cruento, come solo la realta' puo' essere. (1 h e 30')
venerdì 9 maggio 2008
22 maggio - Invito all'incontro pubblico...
TEATRO PARROCCHIALE di MATTARELLO
Base militare a Mattarello: quali valori?
Uno sguardo oltre il nostro giardino, dove gli eserciti non fanno finta.
● Marinella Correggia
scrittrice e giornalista, attivista per i diritti umani in diversi conflitti del mondo.
● Olol Jackson
attivista del presidio permanente "No Dal Molin" Vicenza, presentera' l'azione di animazione cittadina contro il raddoppio della base militare statunitense;
esperienza di trasversale coinvolgimento con interessanti risultati.
Promuove il Comitato locale: ‘Caserme di Mattarello! No grazie!’
giovedì 1 maggio 2008
Ecco la strada per le caserme - 1 mag
Prevista su un progetto, stralciata dal piano regolatore, riproposta nel piano urbano della mobilità, a Mattarello è caccia alla rotatoria. Martedì scorso in consiglio circoscrizionale bisognava discutere il parere sulla modifica della fascia di rispetto stradale sulla viabilità di accesso sud alle nuove caserme in località San Vincenzo.
La strada, larga otto metri, dovrebbe partire dalla località Ronchi per assicurare l'accesso alla zona sud delle caserme, quella che ospita le strutture sportive. Sulla carta accessibili anche ai civili. Il Comune ha deciso di modificare la fascia di rispetto, ora di cinque metri per lato, portandola a dieci metri per lato (tot. 28 metri). In questo modo, invece di un muro di sostegno, si potrebbero realizzare delle rampe con l'effetto di addolcire l'impatto ambientale dell'opera.
Tra i Ronchi e le caserme il dislivello dovrebbe essere di circa 4-5 metri, per cui la strada di accesso sud risulta sopraelevata di 4-5 metri dal piano campagna. Il presidente della Commissione urbanistica, Arturo Mazzacca (Gruppo Insieme), ha però evidenziato la pericolosità dello svincolo così come appare sul progetto. Invece che realizzare una rotatoria sulla statale 12, come sembrava certo, nei progetti giunti in Circoscrizione si vede solo un incrocio a T. (...)
A quel punto la parola è passata al pubblico, che ha assistito numeroso al dibattito. Numerosi gli interventi che hanno sottolineato la carenza di una corretta informazione sul progetto intorno alle caserme. «Nemmeno quando è stato illustrato il Pum si è fatto cenno delle due rotatorie» ha affermato Franco Tessadri, del comitato «Caserme a Trento? No, grazie». Per Tessadri la strada è troppo vicina alle abitazioni, meno di venti metri. Fabio Comai di Mattarello, proprietario del terreno su cui dovrebbe essere realizzata la strada, ha spiegato ai consiglieri che il suo terreno non è ancora stato espropriato e non gli è giunta nessuna comunicazione dal Comune, che una volta realizzata, la strada dividerebbe in due la sua campagna e creerebbe non pochi problemi all'accesso della stessa.
di Irene Viola