lunedì 6 ottobre 2008

Comunicato dopo il corteo di sabato 4 ottobre

Dopo la manifestazione del 4 ottobre il Comitato spontaneo di Cittadini decreta la sua distinzione netta e chiara da coloro che allontanano le famiglie dalla piazza. Alcuni sparuti gruppi, che fanno parte della popolazione contraria alla costruzione della cittadella militare, non comprendono l'importanza della partecipazione delle famiglie a questa azione di civile pressione verso chi decide.

I potenti gruppi di interesse che inneggiano alla "necessaria" costruzione della nuova cittadella militare oggi più di ieri hanno sul piatto d'argento la possibilità, anche solo apparente, di liquidare tutto un movimento di mesi e miliaia di persone, con un aggettivo: "facinorosi".

Ecco dunque che il Comitato non approva i modi della manifestazine e delle azioni di "massa" e prosegue con determinazione nell'azione di contenuto: informando, dibattendo, chiedendo tutti gli spazi democratici previsti, per dimostrare a chi ha deciso e a chi dovrà decidere che questa "cittadella militare" non e' affatto una opportunità.

A partire dalla Circoscrizione tutti si difendono, come se fossero consapevoli della sproporzione e dell'antistoricità del progetto.

Al Comitato non è chiaro chi vuole difendere invece la popolazione da tutte le possibili ripercussioni ambientali, sociali ed economiche.

Volenti o nolenti questo è il governo del Trentino e sono loro che decidono, l'unico modo per cambiare le decisioni, e magari farli ritornare su decisioni già prese è sollevare la popolazione, tutta la popolazione. Quella che per loro conta, a 20 giorni dalle elezioni, e poi non conta più a nulla.

Il Comitato continua a sperare nell'intelligenza del Consiglo Circoscrizionale, Comunale e Provinciale affinchè sappiano dividere i botti, che offendono anche le nostre orecchie, dagli argomenti. Alimentiamo la speranza in una politica che sappia ripensarsi e non solo ricliclarsi, che non aspetti che la popolazione tiri la giacchetta ma che si metta a difesa della popolazione e non dei gruppi di potere economico.

Chiunque infastidisce la popolazione infastidisce anche il Comitato spontaneo di cittadini nato a Mattarello, che è popolazione un po' organizzata.
Chiunque ha responsabilità, a cominciare dalla Circoscrizione, e trascusa le problematiche che la "cittadella militare" potrebbe portare, non ne risponderà mai all'elettorato ma dovrà guardare in faccia i propri figli e i propri nipoti e, con coerenza, dire che non ha fatto nulla per evitarli perchè si è fermato alle apparenze e non è andato alla sostanza.

1 commenti:

CENTRO SOCIALE BRUNO ha detto...

COMUNICATO STAMPA

A proposito della manifestazione contro la costruzione della base di Mattarello, il Centro Sociale Bruno comunica agli Organi di stampa quanto segue:

Il Centro Sociale Bruno è stata una delle parti della manifestazione, il cui corpo era composito e composto da molte realtà e da un numero significativo di cittadini e cittadine, anche di Mattarello.
Sull’episodio dell’Ostello, riteniamo si sia trattato di una pericolosa provocazione messa in atto da gruppi di estrema desta convenuti a Trento per sostenere Fiamma Tricolore che sappiamo correre a fianco di Divina per l’elezione dell’Assemblea provinciale.
Riteniamo alcuni comportameni che si sono verificati all’interno del corteo come non rappresentativi dell’obiettivo comune che ci si era prefissati: su tutti il coinvolgimento della popolazione ad una lotta contro la base militare.
Crediamo che, complessivamente, il risultato della manifestazione di oggi non sia del tutto positivo: poteva essere più alta la partecipazione popolare e più omogeneo, nelle idee e nei metodi, il corso della manifestazione.

Per questo e per altri motivi il Centro Sociale Bruno rivendica l’autonomia di un momento di riflessione che sappia analizzare quanto è accaduto in questi mesi, soffermandosi sui limiti del coinvolgimento politico e sociale, e capace di trovare nuovi stimoli e nuove pratiche per ricominciare a costruire un movimento reale che sappia opporsi alla costruzione di una base militare in città.

Noi ripartiamo a costruire una lotta sociale da quella parte di manifestazione (la testa, e forse anche il cuore) che è scesa in piazza con la gioia di immaginare un futuro senza basi di guerra.