martedì 8 luglio 2008

Risposta alla lettera di Micaela Bertoldi

Vi invio la risposta ad una lettera di Micaela Bertoldi pubblicata nelle lettere all'Adige di martedì 8 luglio intitolata "A Mattarello caserme e non basi".

Non ho resistito, ho sentito il bisogno do rispondere perchè non riesco a concepire che dei consiglieri comunali dei quali ho sempre avuto stima siano così precipitati nella mediocrità e superficialità delle argomentazioni. La Micaela è rimasta sconcertata dalle prese di posizione ideologiche sul tema, ma non ha mai posto che io sappia fino ad ora altre argomentazioni.

Franco Tessadri


A Trento sud, Basi o Caserme, cosa cambia?

Non riesco a comprendere nella lettera di ieri 8 luglio 2008
lo sconcerto di Micaela Bertoldi (consigliere comunale di Trento Democratica) che da'
molto risalto alle prese di posizione di chi vede nel progetto
delle nuove caserme di Trento sud - Mattarello, qualcosa di diverso da
un normale spostamento e/o permuta di terreni militari. Al di la' delle
idee o posizioni obsolete gonfie di carico ideologico (cito), a mio
avviso pur sempre legittime e non del tutto campate in aria, noto che
la stessa Bertoldi si è accorta che la maggior parte delle
aree militari di Trento sud prima occupate dall'esercito sono già
da parecchio tempo abbandonate.Non mi sembra che dissertare sulle
parole ed i pensieri di chi ha una visione diversa dalla sua, sia molto
utile a produrre conoscenza e coinvolgimento fra chi vorrebbe
approfondire i temi urbanistici ambientali ed etici.

In quest'ultimo anno, prima in solitudine e poi affiancato da tante altre persone, ho
cercato di approfondire il tema, e sulla mia strada ho trovato diverse
realtà e modi di interpretare i problemi molto diversi che non avevano
quasi mai fatto parte del mio ridotto? bagaglio culturale. Purtroppo
però il cammino non è stato mai accompagnato da posizioni o
interpretazioni di politici che normalmente avrebbero dovuto essere di
aiuto e non in contrapposizione su questi argomenti.

Spiace molto, infatti, notare che persone, delle quali ho sempre avuto stima e che
ora rivestono cariche istituzionali e politiche, si siano in questi
anni interessate poco alla reale ed impattante portata sia finanziaria
che ambientale di un progetto ancora pieno di incognite, ma che ora
risvegliatesi, pongano l'accento solo su aspetti oserei dire marginali.
Queste persone non le ho mai viste partecipare ai molti dibattiti che
da un anno a questa parte sono stati proposti dal comitato nato su
questo tema, ma spesso le ho sentite cassare velocemente l'argomento
come semplice questione urbanistica deformata da meri disturbi ideologici.

Non è così, e ribadisco che da certe aree politiche non me lo sarei aspettato. Lasciando comunque
da parte il tema etico, direi che solo quello urbanistico ed ambientale
oltre alle paventate opportunità che questa "cosa" offrirà ai
cittadini, sarebbero stati sufficienti per riflettere su certe scelte
per un territorio fragile e non molto ricco di aree agricole di pregio
e di facile coltura come il nostro.

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