giovedì 6 agosto 2009

I diversi modi per giustificare la costruzione di un polo militare.


di Franco Tessadri



Seguendo la cronaca locale di questi giorni sul quotidiano L’Adige si mostra ovvio e spontaneo fare i complimenti alla tuffatrice Trentina Dallapè, che ha onorato e ci auguriamo tutti possa continuare ad onorare questo bellissimo sport, ed ancora auguro a Lei di potersi allenare in futuro, il più vicino possibile a casa sua, senza dover ricorrere ai continui spostamenti in quel di Bolzano, causa la mancanza di impianti idonei nel nostro capoluogo Trentino.

Non esprimo altresì i complimenti all’ex assessore comunale allo sport, ora presidente del Consiglio Comunale di Trento, il quale non ha saputo resistere, vista la ghiotta occasione, di lanciare la frizzante proposta della costruzione di una nuova piscina, magari specializzata in tema di “tuffi, nella futura area militare di Mattarello.

Faccio presente che i progetti che l’ex assessore allo sport dice di aver visionato qualche mese fa e credo (magari mi sbaglio) si riferisca a quelli presentati in una seduta, aperta al pubblico, del consiglio comunale del 28 gennaio 2009, gli abbiamo visionati un po’ tutti ed in particolare il gruppo di cittadini (comitato caserme di Mattarello no, grazie), di cui il sottoscritto fa parte e che assieme agli stessi ha cercato di analizzare gli aspetti del grande progetto militare, esaminandone la logica urbanistica, l’impatto ambientale ed il gravoso computo finanziario che sarà dovuto alla sua realizzazione.

Vorrei a questo punto aggiungere che recentemente dopo qualche mese di relativo silenzio sulla questione, l’attuale Assessore Comunale al Decentramento, sempre del Comune di Trento, presente ad una seduta del Consiglio Circoscrizionale di Mattarello, incalzato da alcune domande dei consiglieri in merito all’eventuale area sportiva all’interno della nuova progettata zona militare, non ha saputo fornire alcuna risposta o dettaglio su eventuali impianti sportivi militari in uso ai civili,dimostrando di avere scarsissime conoscenze sull’argomento.

Posso comunque capire che il Presidente del Consiglio Comunale di Trento abbia semplicemente fatto una legittima proposta e che il tutto dovrebbe magari essere trattato dal nuovo Assessore Comunale allo Sport, ma gli si potrebbe obbiettare che una piscina come del resto altri impianti sportivi pubblici potrebbero trovare collocazione nelle attuali aree militari di Trento sud, peraltro da anni abbandonate e fatiscenti, che dovrebbero essere liberate, evitando così di avere nuovi impianti sportivi all’interno di una zona militarizzata.

Mi rendo conto che può sembrare un ragionamento banalmente ridotto, ma con il gruppo di persone, di cui ho accennato sopra, si è fatto qualcosa di più e per questo abbiamo ottenuto un audizione alla “Terza Commissione Legislativa della PAT”, e stiamo pazientemente attendendo risposte precise sulla “grande infrastruttura”, in attesa e nella speranza, che la questione venga ridiscussa nell’aula del Consiglio Provinciale.

Pertanto sarebbe auspicabile che Assessori competenti e/o altre figure istituzionali attendano quantomeno una liberatoria definitiva sul progetto, prima di abbandonarsi al lancio di messaggi e proposte avvalendosi di situazioni contingenti a particolari momenti esaltanti.

mercoledì 1 luglio 2009

Le ragioni del Comitato sul bollettino Consiglio provinciale

Pubblichiamo il testo integrale tratto dal "CONSIGLIO PROVINCIALE CRONACHE" 5-6-2009

LE RAGIONI DI CHI È CONTRARIO


Sulla questione la Commissione aveva sentito, le scorse settimane, alcuni dei firmatari della petizione.

Franco Tessadri, Fabrizio Demattè e Marcella Conchi, in rappresentanza dei firmatari della petizione ed anche animatori del “Comitato spontaneo di cittadini in opposizione al progetto Nuove caserme di Mattarello”, hanno espresso le numerose perplessità e le forti obiezioni alla realizzazione di un progetto che“ha numerosi punti oscuri e che non trova nessuna giustificazione logica”. Le obiezioni partono dall’impatto ambientale: durante i lavori -programmati in almeno 5 anni- continuerà il consistente sollevamento di polveri risultante dal movimento dei materiali, l’inquinamento atmosferico ed acustico causato dall’utilizzo dei mezzi, per non parlare dell’impatto finale dell’opera che prevede una regimazione delle acque completamente modificata per poter mettere in sicurezza una zona di naturale esondazione dell’Adige.

Accanto a quelle ambientali andrebbero fatte delle riflessioni sulle ragioni economiche che impongono alla Pat un notevole onere finanziario: si pensi che il costo generale dell’opera è aumentato in 5 anni del 300%. A tutto questo va aggiunta la questione “etica” legata ad una “strana e sospetta militarizzazione del comune”. “Ogni grande progetto” hanno osservato i firmatari “richiede una valutazione che va aldilà degli impatti economico ed ambientale. Tuttavia ci si chiede con che coerenza il Trentino, notoriamente impegnato in opere di pace e convivenza, stia dando vita
ad un progetto che si inserisce in un meccanismo di guerra e difesa”.

I consiglieri provinciali hanno seguito molto attentamente gli interventi degli auditi ed hanno espresso in varia misura i propri commenti. Naturalmente la petizione seguirà l’iter istituzionale ed entro sei mesi circa dovrà essere completato l’esame con tutte le operazioni di verifica del caso.

Saranno sentiti nello specifico il comune di Trento, proprio nella persona del sindaco Alessandro Andreatta che in quanto assessore all’urbanistica uscente dovrebbe conoscere particolarmente bene la materia. L’iter della petizione, nella parte istruttoria, dovrebbe essere completato entro il mese di novembre.



L’audizione dell’assessore Alberto Pacher

CITTADELLA MILITARE:C’È STATO UN AMPIO COINVOLGIMENTO

La realizzazione della Cittadella militare di Mattarello è stata al centro dell’attenzione della Commissione che, dopo aver sentito le ragioni dei firmatari della petizione popolare (che hanno chiesto la sospensione dei lavori per la sua realizzazione), ha ascoltato il parere dell’assessore Alberto Pacher.

«Questa petizione – ha commentato l’assessore – rivela un deficit informativo da parte dei proponenti che lamentano un’inesistente carenza di comunicazioni dirette ai cittadini. Dal punto di vista urbanistico sono stati seguiti tutti i passaggi previsti, a partire dalla Variante del 2001. Il Consiglio comunale ha dedicato al progetto 17 sedute. Poi c’è stato il parere della Giunta provinciale e la seconda adozione da parte del consiglio comunale. Tutti atti documentati da camionate di pagine di giornale».

Ancora, l’assessore ha ricordato l’incontro pubblico promosso nel giugno del 2002 con la popolazione di Mattarello e altri nel 2007 e nel 2008. «Tutto si può dire di questa operazione – ha osservato – tranne che sia avvenuta segretamente nonostante si tratti di costruzioni riguardanti la Difesa e le Forze Armate». «Vi sono stati approfondimenti anche di carattere idrogeologico e riguardanti la compatibilità ambientale.
Non c’è mai stata soppressione dei diritti di accesso e di partecipazione, per cui questa sensibilizzazione da parte di un gruppo di persone è stata “tardiva”». Pacher ha inoltre menzionato l’Accordo di Programma Quadro (Apq) tra Provincia, Comune di Trento e Ministeri competenti, per la sistemazione dei servizi pubblici statali in città – polo giudiziario, carcere, edifici militari – perché nell’attuale area delle caserme militare possa sorgere il Nuovo Ospedale.

Giuseppe Filippin (Lega Nord) ha osservato che la partecipazione della popolazione di Mattarello alle sedute del Consiglio comunale era stata effettivamente molto scarsa e di ciò è probabilmente responsabile l’amministrazione. Ha comunque ribadito la sua contrarietà alle caserme per l’impatto negativo che avranno sull’identità del sobborgo e sull’ambiente. Michele Nardelli (Pd) ha messo l’accento sull’esenzione del progetto dalla Valutazione di impatto ambientale, che dovrebbe essere frutto di un decreto statale della cui esistenza non si sa nulla». Gli aspetti relativi all’assetto idrogeologico del territorio giustificano infatti alcuni interrogativi circa l’opportunità di realizzare un progetto di questo tipo.

Roberto Bombarda (Verdi) ha chiesto ragione dell’aumento dei costi a carico della Provincia rispetto all’APQ iniziale (l’assessore ha risposto segnalando il progressivo perfezionamento dei progetti) e ha suggerito di applicare criteri di risparmio energetico nella costruzione delle palazzine militari e di utilizzare il “verde pensile” per recuperare sui tetti quello sacrificato con i nuovi edifici.. L’assessore ha assicurato che le caserme presenteranno requisiti di compatibilità ambientale e risparmio energetico. Ha infine preannunciato che le strutture sportive
della futura cittadella militare potranno essere gestite dall’Asis rientrando quindi tra gli impianti aperti al pubblico.

venerdì 29 maggio 2009

Comitato ascoltato dalla terza Commissione permanente



di Marcella, Fabrizio, Franco

Giovedì 29 maggio siamo stati ascoltati per 45 minuti dalla Comissione del Consiglio pronviciale e abbiamo esposto le nostre ragioni in maniera tecnica, chiara e comprensibile sulla parte parte etico-finanziaria, sulla questione della "trasparenza" e dell'impatto ambientale.

Il presidente della Commissione Roberto Bombarda ci ha garantito che la questione sarà portata in Consiglio Provinciale entro i prossimi sei mesi.

A fine seduta il consigliere Nardelli ci ha proposto un incontro per mercoledì 3 giugno alle 18.30 presso i gruppi consigliari per chiarire con lui alcuni dettagli sul progetto

Cronaca dell'incontro tratta dal sito
del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento


Procedendo con ordine, per la questione della cittadella militare sono intervenuti i signori Fraco Tessadri, Fabrizio Demattè e Marcella Conchi, in rappresentanza dei firmatari della petizione. I signori, animatori anche del "Comitato spontaneo di cittadini in opposizione al progetto Nuove caserme di Mattarello", hanno espresso le numerose perplessità e le forti obiezioni alla realizzazione di un progetto che "ha numerosi punti oscuri e che non trova nessuna giustificazione logica". Le obiezioni partono dall'impatto ambientale: durante i lavori -programmati in almeno 5 anni- continuerà il consistente sollevamento di polveri risultante dal movimento dei materiali, l'inquinamento atmosferico ed acustico causato dall'utilizzo dei mezzi, per non parlare dell'impatto finale dell'opera che prevede una regimazione delle acque completamente modificata per poter mettere in sicurezza una zona di naturale esondazione dell'Adige. Accanto a quelle ambientali andrebbero fatte delle riflessioni sulle ragioni economiche che impongono alla Pat un notevole onere finanziario: si pensi che il costo generale dell'opera è aumentato in 5 anni del 300%. A tutto questo va aggiunta la questione "etica" legata ad una "strana e sospetta militarizzazione del comune". "Ogni grande progetto" hanno osservato i firmatari "richiede una valutazione che va aldilà degli impatti economico ed ambientale. Tuttavia ci si chiede con che coerenza il Trentino, notoriamente impegnato in opere di pace e convivenza, stia dando vita ad un progetto che si inserisce in un meccanismo di guerra e difesa".

I consiglieri provinciali hanno seguito molto attentamente gli interventi degli auditi ed hanno espresso in varia misura i propri commenti. Naturalmente la petizione seguirà l'iter istituzionale ed entro sei mesi circa dovrà essere completato l'esame con tutte le operazioni di verifica del caso. Saranno sentiti nello specifico il comune di Trento, proprio nella persona del sindaco Alessandro Andreatta che in quanto assessore all'urbanistica uscente dovrebbe conoscere particolarmente bene la materia. L'iter della petizione, nella parte istruttoria, dovrebbe essere completato entro il mese di novembre.

giovedì 28 maggio 2009

Parte la pressione contro i cacciabombardieri


Rete Italiana per il Disarmo e la campagna Sbilanciamoci! rilanciano la pressione sul Parlamento per lo stop della partecipazione italiana alla produzione di 131 caccia bombardieri F-35 che ci costeranno ben 15 miliardi di euro.


La conferma che questo progetto, che vede il governo americano come ente promotore, è un salto nel buio è arrivata dal nuovo rapporto del marzo 2009 del GAO (Government Accountability Office) che è il corrispettivo della nostra Corte dei Conti. Il GAO è fortemente scettico sul progetto, criticando principalmente le pressioni esercitate dal dipartimento della difesa (Dod) e dalle imprese appaltatrici affinché la fase di sviluppo dell’aviogetto venga portata a conclusione prima che le più importanti tecnologie divengano mature, iniziando così i test costruttivi dell’aereo prima che i progetti divengano definitivi e iniziando la fase di produzione prima che i test in volo dimostrino che l’aereo sia realmente pronto, con il forte rischio di scoprire eventuali difetti a posteriori, quando correggerli sarà estremamente complicato e costoso. A conferma di ciò la decisione di anticipare l’acquisizione del 15% del totale dei velivoli, cioè 360 aerei, testando solo il 17% delle capacità dell’F-35 in volo, per lasciare tutto il resto alle simulazioni di laboratorio.

Da segnalare in continuo che di Stop parla anche Famiglia Cristiana a fine aprile.

lunedì 6 aprile 2009

A Kessler consegnate le 1150 firme

Oggi lunedì 6 aprile 2009 alle ore 12.00 il comitato spontaneo di cittadini che si oppone alla costruzione della cittadella militare di Mattarello ha consegnato, al Presidente del Consiglio Provinciale Giovanni Kessler,1150 firme in calce alla petizione avviata nel mese di gennaio u.s. I tre rappresentanti del comitato hanno esposto in maniera concisa ma efficace il testo della petizione popolare.

Il comitato è stato ascoltato con attenzione, ed il Presidente Kessler ha riconosciuto valide buona parte delle perlplessità sul progetto. Quindi, il Presidente, pur riconoscendo che il progetto è già in fase avanzata, non ha negato il suo impegno per portarlo a conoscenza del Consiglio Provinciale, passando anche per la commissione competente. Pur rendendosi conto delle difficoltà che incontrerà l'iter procedurale a cui sarà sottoposta la petizione, il comitato riconosce che la questione si è ulteriormente allargata verso l'interesse di molte persone che in tempi precedenti non avevano riconosciuto valido o degno di nota l'operato dello stesso.

Un comitato che ha analizzato l'intero progetto nel merito, con argomenti validi e documentati, valutando l'impatto ambientale, urbanistico, finanziario, non escludendo anche l'importanza del discorso etico legato ad una militarizzazione del suolo piuttosto imponenete, che a fatica può essere considerata una razionalizzazione delle strutture militari ora esistenti.

Pertanto senza porre troppe illusioni su un ripensamento di tale progetto, può essere ipotizzabile e/o sperabile una sua rivisitazione tesa a ridurne le esagerate dimensioni, nella speranza che il lavoro di un comitato spontaneo di cittadini possa essere d'aiuto quantomeno a procedere in maniera trasparente e più coinvolgente su tutti i futuri piccoli, medi e grandi progetti che siano, mettendo a bilancio tutte le peculiarità e sopratutto informando puntualmente i cittadini a carte scoperte e non a cantieri avviati.


Tessadri Franco.

1106 firme per chiedere di rivedere il progetto cittadella militare di Trento

Superato l'obiettivo minimo delle firme per avere almeno lo stesso peso politico di un consigliere provinciale. Il comitato spontaneo di cittadini di Mattarello ha raccolto 1106 firme per chiedere al consiglio provinciale di riappropriarsi dell'argomento e di discuterlo veramente con tutte le informazioni, quelle che devono essere in mano di chi prende decisioni su 200 milioni di euro e 27 ettari di terreno.

Per dare significato alla parola autonomia legata alla preservazione dalle ingerenze estere sul proprio territorio, per tornare ad un esercito al servizio della comunità e non una comunità al servizio dell'esercito.

Non sono milioni di firme ma hanno in se la straordinaria peculiarità di non avere colore politico, età o preconcetto di fondo; provengono da giovani idealisti come da anziani realisti, e nessuno ha firmato per un proprio tornaconto personale. Per questo il comitato ritiene che il numero abbia un valore relativo e che queste firme debbano avere il peso politico di una forte richiesta di chiarezza e di coscienza.

Domani Lunedì 6 aprile alle ore 12 il comitato spontaneo di cittadini consegnerà al Presidente del Consiglio Provinciale la petizione popolare con 1106 firme in calce sperando che si rispetti la richiesta della popolazione alla chiarezza.


La consegna avrà luogo alle 12.00 presso la sede della Presidenza in Via Manci, 27 a Trento.

Hanno aderito alla petizione WWF trentino e Legambiente.

Augurandoci che anche la RAI voglia dare diffusione alle idee del comitato spontaneo di cittadini nato a Mattarello; per essere più servizio pubblico che televisione di Stato.

lunedì 30 marzo 2009

Ultima settimana di raccolta firme

Un gruppo spontaneo di cittadini nato a Mattarello propone alla cittadinanza l’ultima settimana utile per firmare una petizione popolare. La petizione chiede di rimettere in discussione il progetto di Cittadella Militare a Trento, di dare ai Consiglieri provinciali tutte le informazioni e le contro informazioni e permettere loro di decidere in conoscenza e in coscienza a prescindere dalle posizioni di partito. Una cittadinanza che ha ancora voglia di esprimersi con degli argomenti dovrebbe trovare un orecchio attento.

Le iniziative del comitato saranno presentate in una conferenza stampa

martedì 31 marzo alle ore 10.30

presso via Oss Mazzurana, 54 Trento - presso la Sede di Italia Nostra

Parteciperanno alcuni rappresentanti del Comitato spontaneo di cittadini nato a Mattarello.

Trento, 30 marzo 2009

Il comitato spontaneo di cittadini nato a Mattarello

Per informazioni Tessadri Franco 328-0181714 o Demattè Fabrizio 340-7780803