
di Franco Tessadri
Seguendo la cronaca locale di questi giorni sul quotidiano L’Adige si mostra ovvio e spontaneo fare i complimenti alla tuffatrice Trentina Dallapè, che ha onorato e ci auguriamo tutti possa continuare ad onorare questo bellissimo sport, ed ancora auguro a Lei di potersi allenare in futuro, il più vicino possibile a casa sua, senza dover ricorrere ai continui spostamenti in quel di Bolzano, causa la mancanza di impianti idonei nel nostro capoluogo Trentino.
Non esprimo altresì i complimenti all’ex assessore comunale allo sport, ora presidente del Consiglio Comunale di Trento, il quale non ha saputo resistere, vista la ghiotta occasione, di lanciare la frizzante proposta della costruzione di una nuova piscina, magari specializzata in tema di “tuffi, nella futura area militare di Mattarello.
Faccio presente che i progetti che l’ex assessore allo sport dice di aver visionato qualche mese fa e credo (magari mi sbaglio) si riferisca a quelli presentati in una seduta, aperta al pubblico, del consiglio comunale del 28 gennaio 2009, gli abbiamo visionati un po’ tutti ed in particolare il gruppo di cittadini (comitato caserme di Mattarello no, grazie), di cui il sottoscritto fa parte e che assieme agli stessi ha cercato di analizzare gli aspetti del grande progetto militare, esaminandone la logica urbanistica, l’impatto ambientale ed il gravoso computo finanziario che sarà dovuto alla sua realizzazione.
Vorrei a questo punto aggiungere che recentemente dopo qualche mese di relativo silenzio sulla questione, l’attuale Assessore Comunale al Decentramento, sempre del Comune di Trento, presente ad una seduta del Consiglio Circoscrizionale di Mattarello, incalzato da alcune domande dei consiglieri in merito all’eventuale area sportiva all’interno della nuova progettata zona militare, non ha saputo fornire alcuna risposta o dettaglio su eventuali impianti sportivi militari in uso ai civili,dimostrando di avere scarsissime conoscenze sull’argomento.
Posso comunque capire che il Presidente del Consiglio Comunale di Trento abbia semplicemente fatto una legittima proposta e che il tutto dovrebbe magari essere trattato dal nuovo Assessore Comunale allo Sport, ma gli si potrebbe obbiettare che una piscina come del resto altri impianti sportivi pubblici potrebbero trovare collocazione nelle attuali aree militari di Trento sud, peraltro da anni abbandonate e fatiscenti, che dovrebbero essere liberate, evitando così di avere nuovi impianti sportivi all’interno di una zona militarizzata.
Mi rendo conto che può sembrare un ragionamento banalmente ridotto, ma con il gruppo di persone, di cui ho accennato sopra, si è fatto qualcosa di più e per questo abbiamo ottenuto un audizione alla “Terza Commissione Legislativa della PAT”, e stiamo pazientemente attendendo risposte precise sulla “grande infrastruttura”, in attesa e nella speranza, che la questione venga ridiscussa nell’aula del Consiglio Provinciale.
Pertanto sarebbe auspicabile che Assessori competenti e/o altre figure istituzionali attendano quantomeno una liberatoria definitiva sul progetto, prima di abbandonarsi al lancio di messaggi e proposte avvalendosi di situazioni contingenti a particolari momenti esaltanti.


